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Scadenza olio extravergine di oliva

L’olio extravergine d’oliva, è simbolo del made in Italy ed in particolare della nostra regione, la Puglia. Protagonista indiscusso della dieta mediterranea, rappresenta per molti agricoltori la fonte di sostentamento economico principale. 

In questo articolo, vedremo insieme come capire se l’olio prodotto nella precedente annata risulta commestibile e quindi consumabile personalmente o vendibile ai consumatori.

Per lungo tempo, la legge ha fissato una scadenza di 18 mesi dall’imbottigliamento per l’olio extravergine d’oliva. Tuttavia, dal 2016, le cose sono cambiate, e ora la data di scadenza è a discrezione del produttore/imbottigliatore che fornisce un’ informazione indicativa con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il…” . 

Non  trattandosi più di una scadenza tassativa, ma di un consiglio, l’olio potrebbe essere consumato anche oltre quella data indicata.  

Quindi come poter capire se l’olio è consumabile? Ve lo spiego di seguito ⬇️

Come valutare la longevità dell'olio 

L’olio extravergine d’oliva non ha una vera e propria data di scadenza, ma una data consigliata entro la quale consumare il prodotto. Questo significa che potrebbe essere utilizzato personalmente o venduto anche oltre la data indicata in etichetta. 

Ecco quali sono gli step che ci consentono di verificarne la qualità:

Primo step – l’annata olearia  

E’ essenziale considerare l’annata olearia a cui il prodotto si riferisce.  Più passa il tempo dalla molitura, più la qualità dell’olio si deteriora sia dal punto di vista organolettico che nutraceutico. In particolare, possono insorgere difetti di rancido e diminuire i preziosi fenoli, sostanze antiossidanti benefiche per il nostro organismo.

Secondo step – l’assaggio 

Attraverso l’assaggio si possono individuare i difetti causati dal tempo e distinguere un olio giovane da uno vecchio. Questa attività viene svolta da un assaggiatore professionista, ma potete provarci anche a casa. Per effettuare questa valutazione, basta annusare il contenuto della bottiglia. Se l’olio non è più buono per il consumo, il campanello d’allarme sarà il forte odore o sapore di rancido.

Terzo step – analisi chimico-fisica 

Il terzo step è il più importante , poichè determina oggettivamente la qualità dell’olio preso in considerazione. Sto parlando dell’analisi chimico-fisica effettuata in un laboratorio Merceologico. Attraverso questa indagine si determinano i vari parametri dell’olio tra cui i perossidi, indicativi di un’alterazione ossidativa del prodotto. 

Un valore di perossidi superiore a 20 (meq di O2/chilogrammo) indica che l’olio non è più commestibile, mentre un valore inferiore a 10 è considerato soddisfacente.

L’olio extravergine d’oliva, ricco di sostanze nutritive benefiche, si ossida e si degrada nel tempo anche a causa di una cattiva conservazione. E’ consigliato evitare di assumerlo, se non si è sicuri della sua qualità, poichè potrebbe essere altamente pericoloso per la salute umana.

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In sintesi 

L’olio extravergine di oliva ha una scadenza? Sebbene non esista una data tassativa di scadenza, la qualità dell’olio si deteriora con il tempo, anche a causa di una cattiva conservazione.

E’ consigliato consumare l’olio “vecchio” , analizzando preventivamente il prodotto, per evitare gravi ripercussioni legislative in caso di vendita e godere noi stessi o far godere i consumatori appieno dei suoi benefici. 

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L’olio extravergine d’oliva è un tesoro culinario,  con le giuste attenzioni è possibile mantenerlo, venderlo e degustarlo per molto tempo. 

Dott.ssa Alessia Pugliese

Dott.ssa Alessia Pugliese

Tecnico Laboratorio Alimentare per Arace Laboratori

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